poesie Gloria

E’ strano…..

pubblicata da Gloria Gaetano il giorno domenica 29 maggio 2011 alle ore 15.56

Qui sul mio tavolo

la luce accesa, una tazza di ceramica

bavarese,le biro nella scatola

che ho foderato di carta a fiori

la gomma,il temperino,

guardali aduno ad uno,

non pensare,non muoverti.

Solo un metro più sotto

è la disperazione.

 

Ancora un po’, poi berrai qualcosa,

poi guarderai le mail il telegiornale,

poi qualcuno telefona.

Fuori gente per via,

stendi la manosul banco

prendi un caffè

e  il neon blu il barista

il banco acciaio,

corpi, bocche stanno bevendo, ascolta

quel che dicono, ci sei

e anche loro ci sono e ci saranno.

 

.E’ strano ci sia ancora questo

riso segreto sotto il cuore,

la voglia d’essere, d’esserci

in mezzo agli altri,

e che tutto ha un senso 

e che c’è l’avvenire.

 

     

  • E se della vita ti ha preso l’amoroso incanto,
    lascia cadere le gocce sulla terra a sperdersi,
    mentre ti rimarrà un ultimo grano di lava,
    che non si stacca.

    Anche se comparirà
    la tua curva di luce,
    se ti coglierà quell’incanto
    di vaghezza errante,

    quell’aspra pietra
    resterà nella carne,
    che ora sai di certo,
    era l’unico tuo destino

  • ·Inizio modulo

 

 

E’ questa la notte in cui mi perdo
in questa pienezza
che è brivido leggero,
a notte chiara cerco
la trasparenza e trema
l’abbraccio delle stelle

Prendimi come fa l’onda
nella risacca,
scopri un sentire
che non andrà
più via.
…E tu?

All’incrocio

pubblicata da Gloria Paretti il giorno martedì 24 maggio 2011 alle ore 2.29

All’incocio

E le abbiamo attraversate tutte

 le incertezze degli anni della notte,

 battaglie ormai perse alla ricerca

 di un farmaco immerso in  energia pulsante

 spandente che esplodesse in una parola,

 quella  smarrita adesso e non raccolta.

Il pallido affondo negli streotipi

 senza morbidezze compiacenti

nella moquette, nei plaid negli angoli.

 

C’era invece quell’altro angolo,

dove s’incrociano parole

 che spingono verso il sole,

perché non ristagnino nella vita,

 fermenti bestiali e senza timori,

 mentre tu sapevi che la parola

 era proprio dinnanzi allora ,

quando nessuno ha deragliato

 in quel  tanto d’assenza,

 per dire che c’eravamo,

 che cercavamo di sapere d’esserci.

 

E lo sapevamo davvero

che bisognava dirla cercarla in quell’angolo,

la svolta per trovare tutte le cose perdute.;

 ma di nuovo le strisce appese ad asciugare al sole

 prese dalla melma inventate di nuovo,

 nella nostra alba d’esserci

E non per perdere gli ieri  e trovarci domani,

 ma qui stavamo, 

a cercare quel farmaco

 che avrebbe restituito noi a noi stessi.

 

In cerca solo di sublime Ubris senza vergogna,

 verso occhi che fissano senza pietà, senza dolore,

 alla ricerca di quella mano che, abbandonata,

aveva reso più dura la salita che si doveva fare.

Non più nell’incertezza verso l’essere

 che ci chiedeva non memorie evocazioni,

ma la luce che ci  investa come stella prima di spegnersi.

E non era farmaco, ma palliativo.

 

Duro ostinato il gatto cerca la sua strada ,

a volte quella mano,

 mentre lo vedevi perdersi.

 Come ti stavi frantumando in  mille granelli!

E lo guardavi  sgomento,

 il gatto che affonda nella spazzatura,

cercando cibo e farmaci,

 come noi che possiamo dare un ordine ,

 ma non c’è tempo,

 solo quel momento che si espande nel divenire.

 

Abbiamo prima accettato l’ordine

 mentre l’errore trova la forza

 per rinominare in modo diverso.

 E ti disperdono come il lamento del gatto

 che non conosce altra via che quella del richiamo.

Abbiamo perso anche quella.

 

In lontananza

pubblicata da Gloria Paretti il giorno martedì 24 maggio 2011 alle ore 3.02

Io lo so che stai leggendo a notte tarda  la lettera,

  alla luce di una lampada bianca lampada  contro unabuia finestra

 in  un freddo palazzo antico nella tranquillità senza traffico

. So che stai leggendo questa lettera

in piedi con le spalle alla libreria ,

in un giorno opaco di primavera, mentre pioviggina

 

So che stai leggendo questa lettera

in una stanza dove  tanto è accadutodi noi

 che non puoi sopportare

dove i vestiti giacciono sul letto in mucchi piegati,mentrei

e la valigia sul letto parla di fughe

ma non puoi ancora partire. So che stai leggendo questa poesia

mentre il treno della metropolitana perde velocità, forse prima di salire

le scale, cercando quell’amore

che la vita non ti ha mai concesso.

So che stai leggendo questa lettera alla luce

del televisore dove immagini si agitano senza audio

mentre tu attendi notizie sull’intifada.

 

So che stai leggendo questa lettera in un caffè d’aereoporto

Con  occhi che s’incrociano di sfuggitai con estranei.

So che stai leggendo questa poesia sotto la luce al neon

nel tedio e nella stanchezza di chi ha perso la partita

So che stai leggendo queste parole

 con una vista non più bu0na,

 le spesse lenti   danno alle lettere altri significati, però

continui a leggere perché anche l’alfabeto è denso di sensi.

So che stai leggendo questa lettera mentre vai e vieni per la stanza

scaldando ilcaffè, un libro sul tavolo

poiché la vita è ora e anche tu hai sete.

 

So che stai leggendo questa lettera in francese

indovinando alcune parole mentre su altre ti fermi

e voglio sapere quali siano queste parole.

So che stai leggendo questa lettera mentre ascolti Billie Holidays,

compreso  fra rabbia e speranza

immaginando il lavoro che devi fare.

So che stai leggendo questa lettera perché non rimane

nient’altro da leggere

là dove sei giunto, completamente nudo.

 

Tentando di ricominciare senza di me

Tutto quel tempo vuoto che vedi davanti

ai tuoi occhi che bruciano nella luce fioca dell’ombra.

Quando avrai letto tutto,

  il nostro silenzio resterà come un grumo in un angolo.

Poni la lettera sul tavolo, so che la prenderai di nuovo in mano.

E’ scritta perché resti un piccolo eco di noi,

mentre l’oscurità copre il volto.. 

 

 Image

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